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 Progetti e mercato

La crescita straordinaria del mercato immobiliare degli ultimi anni, nel nostro paese, non è stata determinata solo dalla crisi nella borsa, dai bassi tassi di interesse, dalle operazioni di dismissione e cartolarizzazione del patrimonio pubblico o dal ruolo crescente dei fondi immobiliari nel mercato finanziario. Hanno insistito anche altri fattori tra i quali l'avvio dei piani di risanamento, riqualificazione e infrastrutturazione urbana e territoriale che hanno dato un forte impulso allo sviluppo qualitativo e quantitativo dell'ambiente urbano e al diffondersi dei progetti "innovativi". In un contesto sempre più competitivo le città entrano in concorrenza fra loro nell'attrarre persone, attività e risorse finanziarie.
Ogni città si caratterizza quindi per "capacità di attrazione". Tale capacità deriva dalla competitività di ciascune città rispetto alle altre nell'offrire un ambiente più favorevole per investitori o utilizzatori.
Infatti, se una città è competitiva allora sarà attraente per chi è alla ricerca di luoghi dove ubicare i propri investimenti immobiliari o dove insediarsi. In un momento quale quello attuale in cui le città tendono a riacquistare una loro identità e attrattività di residenti e di servizi, contrastando il modello di città diffusa che negli anni '90 si è acuito con il verificarsi di diffusi fenomeni di periurbanizzazione, il RECUPERO DI PORZIONI DI TERRITORIO DEGRADATE rappresenta una grande RISORSA per le città.*

Proposta di definizione del "Livello di competitività di un mercato immobiliare urbano"

- Capacità di rispondere ad una elevata e differenziata domanda d'uso e di investimento
- Capacità di offrire un ambiente urbano qualificato dal punto di vista dei servizi e della qualità della vita
- Disponibilità e qualità dei fattori produttivi (sistema produttivo, forze lavoro, infrastrutture, servizi,...)
- Offerta immobiliare adeguata e di qualità
- Accessibilità al mercato
- Rapporto rischiosità/redditività
- Dinamicità del mercato
- Attività di sviluppo immobiliare

2008, FEBBRAIO
POLITECNICO DI MILANO
IL MERCATO DEL REAL ESTATE ITALIANO. A CHE PUNTO SIAMO?

Il mercato del real estate italiano ha raggiunto una maggiore maturità, sono cresciuti i valori immobiliari e la concorrenza tra gli operatori.  Non è più così semplice come nel passato fare business nel real estate.
Per operare nel mercato non è più possibile limitarsi ad operazioni di trading, occorre invece sviluppare modelli di business più complessi e fondati su professionalità elevate.
Alcuni operatori prima e più di altri hanno percepito ed interiorizzato le trasformazioni del mercato e si sono organizzati per affrontare le nuove e più complesse sfide.
In questo scenario emergono ambiti di attività particolarmente significativi nella fase attuale:

• il particolare sviluppo che stanno avendo i fondi di investimento riservati;
• la crescita degli operatori (property company, fondi speculativi) impegnati in attività di valorizzazione di complessi e/o singoli edifici.

Il nostro Paese è caratterizzato da un patrimonio di edifici terziari e commerciali in larga parte vecchi ed obsoleti ed al contempo da una proprietà immobiliare fortemente sedimentata nelle mani di imprenditori e
famiglie, nel cui ambito i settori più dinamici iniziano a comprendere che il “fai da te immobiliare” diviene sempre più difficile e spesso controproducente.
Secondo l’AIPB (Associazione Italiana Private Banking) il mercato potenziale del Private Banking italiano si attesta intorno agli 8oo miliardi di Euro (dati del 2005).
Più della metà di questo ingente patrimonio consiste in proprietà immobiliari spesso gestite in maniera del tutto passiva. I processi di valorizzazione e nel contempo i fondi riservati costituiscono quindi ambiti di attività molto rilevanti ed in fase di crescita esponenziale.
Molte altre attività sono però destinate a svilupparsi e ad acquisire una sempre maggiore importanza in un mercato in fase di maturazione. Tra queste spiccano le attività professionali di due diligence, di valutazione, di advisor, di Project Management, ecc. svolte dalle società di consulenza.
Da questo scenario brevemente e sinteticamente tracciato deriva logicamente una conclusione: per il mondo professionale di elevata qualificazione (property company, investitori istituzionali, società di consulenza e servizi) quello del real estate italiano è destinato ad essere ancora per molto tempo un mercato in crescita.

2009, MARZO_  Unione Europea e real estate: come fronteggiare la crisi
Spunti e riflessioni su questo periodo d’incertezza economica
..........non stupisce che lo stato d’incertezza economica si abbatta anche sul mercato dell’immobiliare che sta risentendo, come molti altri settori, della bufera finanziaria in cui si trova coinvolta l’Europa e il resto del mondo. La crisi per il real estate è iniziata con i subprime statunitensi ed è proseguita con le società immobiliari quotate sulle Borse internazionali. Il direttore generale del Fondo monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn ritiene che la crisi finanziaria mondiale non abbia ancora pienamente intaccato l’economia reale e ha dichiarato che il problema consiste negli effetti sull’economia reale, che per la maggior parte, non si sono ancora fatti sentire, indicando il 2009 come un anno piuttosto negativo per la crescita, non solo per le economie avanzate, ma anche per le economie emergenti. E comunque vietato alzare le braccia in segno di resa di fronte a una crisi che può trasformarsi in un’enorme opportunità. Il mercato immobiliare, che per sua natura risente dei cali generali, può rafforzarsi a livello europeo solo tornando a una maggiore avvedutezza negli investimenti e nei progetti, attraverso la minore burocratizzazione di alcune procedure e attraverso la trasparenza nei progetti proposti, tenendo come punto fermo il fatto che i gruppi che si sono mossi con cautela attraverso investimenti mirati, oggi non sono toccati, se non marginalmente, dalla crisi. A livello europeo, come a livello nazionale, questa situazione di stallo si può tradurre nella possibilità per i gruppi privati di usare realismo e responsabilità maggiori negli investimenti e nelle attività; per il sistema finanziario di affiancare e contribuire allo sviluppo dell’economia; per gli amministratori e gli enti di porsi come mediatore tra l’interesse pubblico e quello dei privati.

giugno 2009, RETAIL REAL ESTATE E RIQUALIFICAZIONE URBANA FIERA MILANO (RHO)

OBIETTIVI

Il retail real estate nel suo insieme di imprese si presenta quale strumento fondamentale di sviluppo, valorizzazione e riqualificazione del territorio, in particolare in ambito urbano.

Il Convegno si propone di evidenziare con la presenza ed il confronto fra gli attori della filiera:

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29-05-2009 - di Laura Galdabini, Comunicazione e Ufficio Stampa Confimprese


Il retail real estate nel suo insieme di iniziative di riqualificazione urbana si presenta uno strumento fondamentale di sviluppo e valorizzazione del territorio. Il Convegno si propone di evidenziare, con la presenza e il confronto fra gli attori della filiera, una serie di elementi importanti per lo sviluppo del real estate nel mondo distributivo. La ricerca delle location immobiliari, del resto, è uno strumento fondamentale per lo sviluppo delle reti di vendita dirette e indirette. Eire favorisce il dialogo tra tutti i soggetti portatori di interesse, quali retailer, sviluppatori, pubbliche amministrazioni e il mondo della finanza, chiamati a fare sistema. In questo modo si creano le condizioni di un nuovo equilibrio nei rapporti, presupposto imprescindibile per far ripartire il ciclo dello sviluppo. 

Questi gli spunti principali del Convegno:
- l’unica strategia vincente per lo sviluppo, soprattutto in questo momento
congiunturale, è fare sistema;
- la spina al cambiamento deve coinvolgere in primis la P.A., che deve divenire da
vincolo a fattore propulsore in una visione coordinata fra pubblico e sistema privato;
- il mondo della finanza non può non sentirsi coinvolto in questo processo: solo con
una ripresa del funzionamento del mercato degli investimenti e del credito si possono allentare le criticità, diminuire le pressioni sugli operatori, creare le condizioni di un nuovo equilibrio nei rapporti, presupposto imprescindibile per far ripartire il ciclo dello sviluppo.

che l’unica strategia vincente per lo sviluppo, soprattutto in questo momento congiunturale è fare sistema;che la spinta al cambiamento deve coinvolgere in primis la P.A. che deve divenire da vincolo a fattore propulsore in una visione coordinata fra pubblico e sistema privato;che il mondo della finanza non può non sentirsi coinvolto in questo processo: solo con una ripresa del funzionamento del mercato degli investimenti e del credito si possono allentare le criticità, diminuire le pressioni sugli operatori,creare le condizioni di un nuovo equilibrio nei rapporti, presupposto imprescindibile per far ripartire il ciclo dello sviluppo.